Villarosa entra a far parte della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo
Venerdì 26 giugno l’evento di presentazione con l’Audizione pubblica con la partecipazione della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo. Il Comune di Villarosa guidato dal Sindaco Costanza Francesco Antonio, su proposta dell’Assessore Michelangelo Taravella, ha adottato il percorso per la valorizzazione dell’identità territoriale, attraverso il percorso dei Borghi GeniusLoci DeCo.
L’Audizione Pubblica di Villarosa segna un momento di straordinaria rilevanza nel percorso di valorizzazione dei territori italiani che si riconoscono nei principi del GeniusLoci De.Co., un modello culturale e operativo che mette al centro l’identità, la memoria e il patrimonio immateriale delle comunità locali. In questo contesto, il borgo siciliano si propone come laboratorio vivo di una nuova visione dello sviluppo territoriale, capace di coniugare tradizione e innovazione, partecipazione civica e progettualità istituzionale.
L’iniziativa rappresenta non solo un evento pubblico, ma un vero e proprio processo di ascolto e condivisione, in cui cittadini, amministratori, studiosi e operatori culturali sono chiamati a contribuire alla costruzione di un modello di governance identitaria. L’Audizione Pubblica si configura infatti come uno spazio democratico e inclusivo, in cui il sapere diffuso delle comunità si intreccia con le competenze tecniche e le strategie di sviluppo, generando un patrimonio comune di idee, visioni e proposte.
Al centro di questo percorso si colloca la Banca del GeniusLoci De.Co., un’innovativa infrastruttura culturale e operativa pensata per raccogliere, tutelare e valorizzare il capitale identitario dei borghi italiani. Non si tratta di una banca in senso tradizionale, bensì di un sistema dinamico di archiviazione, certificazione e promozione delle risorse locali, che comprende saperi artigianali, tradizioni enogastronomiche, pratiche sociali e paesaggi culturali.
La Banca del GeniusLoci De.Co. si fonda su un principio fondamentale: ogni comunità è custode di un patrimonio unico e irripetibile, che deve essere riconosciuto, documentato e trasmesso alle generazioni future. In questo senso, essa si configura come uno strumento strategico per rafforzare l’identità territoriale e contrastare i processi di omologazione culturale, promuovendo al contempo nuove opportunità di sviluppo sostenibile.
L’esperienza di Villarosa assume quindi un valore emblematico, ponendosi come modello replicabile per altri borghi che intendono intraprendere un percorso analogo. L’Audizione Pubblica diventa così il primo passo di un cammino più ampio, che mira alla costruzione di una rete nazionale dei Borghi GeniusLoci De.Co., capace di mettere in relazione esperienze diverse ma unite da una visione comune.
In un’epoca segnata da profonde trasformazioni economiche e sociali, iniziative come questa rappresentano un segnale forte di resilienza e di rinnovamento. Esse dimostrano come sia possibile ripensare lo sviluppo partendo dai territori, valorizzando le risorse locali e coinvolgendo attivamente le comunità. La sfida è quella di trasformare il patrimonio identitario in leva di crescita, senza snaturarne l’autenticità.
L’Audizione Pubblica di Villarosa e la nascita della Banca del GeniusLoci De.Co. si inseriscono dunque in un disegno più ampio, che guarda al futuro senza dimenticare le radici. Un progetto ambizioso, ma necessario, per restituire centralità ai borghi italiani e costruire un nuovo paradigma di sviluppo fondato sull’identità, sulla partecipazione e sulla sostenibilità.
Molto dettagliata ed esaustiva la relazione a corredo della proposta deliberativa, come si addice alle realtà rurali molto vivaci, che puntano su una propria identità storica e culturale, che ha già ottenuto l’iscrizione nell’Atlante del cibo locale, a cura della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo
Il Pane di San Giuseppe rappresenta uno dei simboli più profondi e identitari della comunità di Villarosa.
Non si tratta soltanto di una tradizione legata a una ricorrenza religiosa, ma di un patrimonio culturale vivo, che affonda le sue radici nella storia del paese e continua a rinnovarsi quotidianamente, rendendo Villarosa un caso unico nel panorama delle tradizioni siciliane.
Villarosa è uno dei comuni chiave del GAL e dell’UNESCO Global Geopark. Il suo territorio è rinomato per l’archeologia mineraria (zolfo e salgemma) e per il suo eccezionale patrimonio storico, incastonato nel cuore della Sicilia. I punti di maggiore interesse all’interno dell’area includono:Il Treno Museo di Villarosa: Situato all’interno della stazione ferroviaria, è una perla unica in Europa. È allestito all’interno di vagoni risalenti ai primi del ‘900 e racconta la storia dell’emigrazione, del lavoro nelle miniere di zolfo e le vicende del periodo bellico. Parco Archeologico di Case Bastione: Sito a breve distanza dal centro abitato, lungo la SS 290, conserva i resti di un’antica comunità di pastori e agricoltori risalente a un arco temporale compreso tra il IV e il II millennio a.C. Geositi e Paesaggi: L’area geologica di Villarosa, ricca di formazioni argillose e vallate, è parte integrante dell’offerta di escursioni, geo-eventi ed educazione ambientale del Geoparco.
E naturalmente, la straordinaria Tradizione Gastronomica. I suoi piatti forti si basano su ingredienti poveri ma ricchi di gusto, tra cui pomodoro fresco estivo, verdure locali (come finocchietti e mazzareddi in frittata), formaggi tipici, mandorle e dolci natalizi come il buccellato. La cucina locale si articola in alcuni capisaldi intramontabili: Verdure spontanee: L’utilizzo di erbe campestri, finocchietti selvatici e mazzareddi (bietole selvatiche) per minestre, contorni saporiti o ricche frittate; Prodotti della terra: Olio extravergine d’oliva, grano e mandorle sono alla base di tutta la produzione del borgo incastonato nei Monti Erei; Dolci delle feste: Il buccellato e i pani rituali arricchiti con pasta reale e ricotta, tipici della tradizione natalizia e pasquale, legati alle celebrazioni e festività in onore dei Santi.
Alcune feste sono state tramandate fino ai nostri giorni e ricordate soltanto dai nostri anziani. Per grazia ricevuta o anche solo per devozione, gli abitanti di Villarosa hanno l’usanza di fare un caratteristico pane che è lavorato nei vari panifici dalle mani di donne esperte. cuddureddu san vilasi. Il pane può assumere svariate forme. Dopo essere stato benedetto è distribuito casa per casa. Soprattutto il pane di San Giuseppe è allestito nella propria casa su un tavolo adornato di fiori e ricoperto da una tovaglia bianca. Dopo aver recitato lodi in onore del Santo è consumato insieme con olive e formaggi.
Di solito le feste erano, e sono ancora oggi, legate all’alimentazione; prima del periodo festivo le donne allestivano la cucina preparando cibi tradizionali. La Pasqua, come ogni festa popolare, era un occasione per preparare una varietà di dolci e pani rituali, elaborati con gli stessi usi che fanno parte della tradizione agropastorale, presente non solo nella storia della Sicilia, ma in quella dei popoli mediterranei. tavolata di San Giuseppe
I pani rituali, preparati a base di farina, uova, zucchero, pasta reale e ricotta, sono vere e proprie specialità cui sono date forme diverse in base ai riferimenti simbolici religiosi. In Sicilia, la festività del Natale, è l’evento più importante e l’occasione per riunirsi intorno alla tavola imbandita. Il dolce più diffuso è il buccellato.
La gastronomia di Villarosa non si basa su sofisticati menù da Grand Hotel ma, offre la genuinità di piatti, preparati con gusto ed esperienza, facendo principalmente uso del saporito pomodoro fresco, soprattutto in estate e delle buonissime verdure locali come “finocchietti e mazzareddi” adatti anche per essere fatti a frittata; inoltre, arricchiscono la tavola, gli appetitosi secondi di carni nostrane: bue, castrato, maiale cotti in vari modi e soprattutto ai ferri e al forno. Profumati e succosi sono i frutti che si coltivano nelle campagne di Villarosa.
Tra essi un primo posto, per abbondanza e varietà, spetta alle pere e poi alle pesche spaccarelle, alle ciliege, alle amarene, alle albicocche, agli azzeruoli, ai fichi, ai fichidindia ed altri e poi, le olive e le mandorle che, sebbene prodotti in piccole quantità da non consentire certo l’esportazione, passano sotto gli occhi e nelle bocche dei villarosani deliziandone il palato con la loro prelibatezza.
Non mancano, poi, sulla tavola l’ottimo formaggio pecorino, la ricotta e i dolci come ”’sfilici, vucciddati di mandorle e fichi, calinoli, mustazzoli ed altre specialità che il paese, pur non avendo profonde radici nella tradizione, perché di giovane fondazione, riesce, ancora oggi, a proporre mantenendo vivi e sempre importanti quei valori di vita e quelle realtà culturali e gastronomiche che solo i piccoli paesi dell’intern siciliano, troppo spesso trascurati, sanno valorizzare e conservare con maggiore intensità nel tempo.
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